Il sabato quando si andava a scuola, la maestra ci dava anche le ricerche da fare di Geografia e mi divertivo moltissimo le facevo mentre guardavo Portobello, o il sabato sera quando c’era fantastico prendevo dei bei voti anche per questo, l’unica materia come ho scritto nel primo capitolo, era la matematica che non mi voleva entrare in testa, la maestra Eva non demordeva quante sgridate mamma mia. Lei mi era di supporto, la mia insegnante di sostegno e oltre a me aveva anche Davide da seguire l’altro mio compagno anche lui disabile, lui non potevi tenerlo fermo spesso si alzava, girava tra i banchi, era difficile insegnarli a scrivere il suo nome su un quaderno, penso che poi lo abbia imparato ma con il tempo, quel che ricordo comunque è che spesso la maestra Eva doveva portarlo fuori , farlo uscire dalla classe, perché era impossibile tenerlo a freno. Davide camminava parlava, ma non bene, e anche lui quando è nato la sua mamma raccontava di aver avuto problemi durante il parto, non ricordo proprio bene ma mi sembra che, durante la vita intrauterina, il cervello fosse stato lesionato. Ci volevamo bene, spesso mi abbracciava mi dava un sacco di baci, mi rubava ogni tanto la merenda, e qualche volta mi arrabbiavo. Ma era impossibile rimanere arrabbiati per tanto tempo con Davide, ti dovevi arrendere perché quando ti abbracciava i suoi abbracci ti facevano dimenticare tutto. Ho saputo qualche anno fa’ che oggi Davide dopo la morte della mamma, vive in un Istituto e mi auguro che sua sorella Ornella vada a trovarlo. Ho sempre amato anche tutti gli altri miei compagni, Marco, Danilo, Cristina, Maria, Debora, Maurizio Stefano, Roberta e tutti gli altri, non dimenticherò mai che quando sono stata operata in quarta elementare visto che per alcuni mesi, non potei andare a scuola loro venivano a casa a portarmi i compiti e li facevamo insieme. Erano gli ultimi anni, degli elementari, dello stare insieme, e mai come in quei momenti sentivo assalirmi addosso una nostalgia immensa. Il tempo è passato per tutti noi siamo diventati grandi ciascuno con le proprie famiglie ma io li ho sempre cercati e li ho ritrovati. Non tutti purtroppo e oggi ho creato un gruppo con whatsapp per sentirci, e darci il saluto del buongiorno e della buonanotte. Al momento sono in contatto con Cristina, tutti gli altri sembra che si siano persi, forse non hanno interesse ne la voglia, adesso, di farsi vivi; so’ comunque che loro in passato si sono riuniti ed è quello che vorrei fare io oggi per poterci, riabbracciare, prima del Covid sembrava che ci fosse l’interesse da parte loro di vederci, ma adesso sembra di no. Ma io come faceva la maestra Eva, non demordo, e continuo ad avere fiducia, su un nostro possibile incontro. Vi voglio bene ragazzi, perché noi lo siamo sempre nonostante i nostri 50 anni e appena sarete pronti io vi aspetto per poterci raccontare e ricordare i tempi andati.
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