Nel 1990 avevo appena compiuto 18 anni, ascoltavo sempre la radio, la musica, per me, ha avuto un ruolo importante sopratutto nei primi anni della mia depressione. Nessuno se ne era mai accorto anche i miei famigliari, non vedevano i segni della mia sofferenza, o forse ero io che non lo davo a vedere. erano anche passati, appena 7 anni dalla morte di mio papa’ Angelo. Ho capito l’importanza di mio padre solo quando e venuto a mancare, ed e stato doloroso anche quando con la psicologa ho dovuto, ripercorrere il momento in cui ho raccontato, che la morte di mio padre, fosse per me una liberazione. Questo perché fino a quel momento pensavo che mio padre, non mi avesse mai voluto bene, e vedevo i miei genitori litigare un giorno si, e uno no. Invece non era cosi, in un discorso con mio fratello, lui mi fece capire tempo più in là quanto mio padre amasse i suoi figli, tutti in egual misura, ma certamente per me aveva un amore più profondo. C’e’ una canzone che ascolto sempre, che mi ricorda mio padre ed è una canzone dei New Trolls e si chiama “Quella Carezza della sera”. Nei pomeriggi afosi del 1990 ascoltavo una radio libera con uno speaker che trasmetteva canzoni, con dedica. Adesso non chiedetemi come si chiamasse la radio, ne come si chiamasse lo speaker, pero’ vi racconto come e’ andata tutta questa storia. Chiamando in uno di quei pomeriggi, chiesi la canzone dei New Trolls, e cosi fu per tutte le settimane successive. Un giorno questo speaker mi chiese se poteva farmi una domanda, ed io gli risposi di si. “Senti ma’ perché richiedi sempre questa canzone?” Io gli risposi che mi ricordava mio padre. Sentii che dall’altra parte ci fu’ un momento di silenzio poi mi ringrazio e mi saluto’ . Nei giorni a seguire, fra’ me e lui si era instaurato ormai un rapporto di confidenza posso dire anche senza presunzione di amicizia. Durante una nostra conversazione nei momenti di pausa, quando praticamente parte la pubblicita’, o meglio i consigli per gli acquisti, come diceva Maurizio Costanzo, disse di avere un regalo per me’. Premetto che il desiderio da parte mia, di poterlo conoscere e incontrare c’era, ma come sempre i miei impegni di fisioterapia, me lo impedirono. Insomma la mia vita, o da parte di qualcuno, di qualcosa o segno del destino chiamatelo come volete, frenava questi miei incontri con le persone. Chiesi a mia sorella Simona, di andare lei. Tornando la sera a casa mia sorella, mi disse di aver messo sul mio letto quella cosa per me. Era un nastro, con dentro un biglietto “Ascolta e non ti commuovere:” Appena feci partire il nastro, ebbi un sussulto, sul Nastro c’era registrata la canzone dei New Trolls proprio quella…. Non sapevo se ridere, o piangere, ma’ ne fui felice. Il giorno dopo, lo ringraziai, ma’ quel pomeriggio mi accorsi che nella sua voce mentre parlava c’era un velo di tristezza. Il Giorno seguente o forse il giorno dopo, ricordo che disse alla Radio di dover andare via, perché per motivi di lavoro doveva cambiare città. Il mio cuore si spezzo, cominciai a sudare freddo, ma’ quella frase “devo andare via’”non la dimenticai più. Ecco però che prima di congedarsi definitivamente, disse” Voglio salutare una persona a me molto cara, che porterò per sempre nel mio cuore … E fece il mio nome. Dopo 2 secondi parti la canzone…. Ricordo che ero alla finestra, e non mi mossi, non ne ebbi la forza, non chiamai, forse era giusto cosi. Pero’ sono sicura di una cosa, che sia da parte mia, che da parte sua ci siamo salutati cosi’ con il silenzio, non sarebbero servite altre parole, e ne sono assolutamente certa, lui ha capito. Ha capito, il bene che gli volevo, non lo conoscevo, non lo avevo mai visto, ma’ gli volevo bene.. Nessuno avrebbe mai fatto un regalo cosi’ grande, neanche un parente. Lui mi ha dato molto di più di tutte quelle persone che parlano, dicendoti di volerti bene, e poi magari dietro alle spalle, inventano. Ecco io non ho mai conosciuto quel volto, quella persona, ma’ ho conosciuto il suo bene anche solo per poco. E vi dico un ultima cosa, se mi trovassi per strada in mezzo a una folla immensa, quella voce la riconoscerei fra’ mille…
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