Enzo Tortora

Nel 1978 iniziai la prima elementare, mi piaceva andare a scuola e studiavo con profitto, l’unica materia nella quale andavo un po’ maluccio era la matematica. Avevamo tanti sogni noi bambini dei mitici anni 70. All’epoca, non c’era nessuno che dicesse di voler fare la velina, o fare il grande fratello, ma’ c’era chi voleva fare il veterinario, il dottore, il pilota, e tanti altri mestieri. Nessuno di noi aveva grilli per la testa, sognavamo il futuro, il nostro futuro. Il 1978 però fu anche l’anno del rapimento di Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1974, al 1976, e fondatore della Democrazia Cristiana. Il resto e’ storia. Ero piccola, ma’ ricordo perfettamente quegli anni, chiamati “anni di piombo”, si respirava una calma apparente, ma da un momento all’altro si aveva la sensazione che tutto potesse esplodere, da un momento all’altro. La gente aveva voglia di evadere ormai in tutte le case, c’era la televisione, noi ancora in famiglia la vedevamo in bianco e nero, e il venerdi’ sera dopo cena , aspettavamo con ansia che iniziasse Portobello. Lo conduceva, Enzo Tortora, andava in onda su la rete 2. Anche la vicenda di Enzo Tortora, e’ storia una brutta storia, non meritava ciò che gli e’ stato fatto perché era veramente un uomo per bene, grande giornalista, grande professionista ed io mi auguro che tutto ciò non accada mai più a nessun’ altro. Ma voglio ricordare un episodio, capitatomi la vigilia di Natale del 1979. C’era confusione in casa mia, quella sera, ed era un venerdì. Si lo ricordo perfettamente perché c’era portobello. Giocavo con le mie cugine mia madre e mia zia, stavano finendo di cucinare, mio papa’ Angelo era davanti al televisore, e ad un certo punto mi chiama. “Vieni, mi dice, Enzo Tortora Sta’ parlando di te.” Qualche settimana prima gli scrissi una lettera, nella quale gli spiegai, che sarei voluta andare nella sua trasmissione, per conoscere il pappagallo e avrei voluto per una sera essere tra’ il pubblico, e conoscere naturalmente anche lui. Ricordo che disse di essere rimasto molto colpito dalla mia lettera, mi parlò attraverso il televisore, con dolcezza posso dire, e mi invitò in trasmissione. Avevo 7 anni e mi sembrò di toccare IL CIELO con un dito Enzo Tortora mi aveva invitata in trasmissione, e avrei conosciuto da vicino anche il pappagallo. Ma per uno scherzo del destino, non ci andai…. Non ne ricordo il motivo, forse dovevo fare un altro intervento, ci rimasi comunque molto male e fui arrabbiata con i miei genitori, mio padre mi diceva vedrai ci saranno altre occasioni, ma no non c’e’ ne furono altre. “Caro Enzo Tortora, mi dispiace avrei voluto essere nella tua trasmissione conoscerti, parlarti, raccontarti di me dei miei sogni, delle mie paure, per quei miei interventi, e avrei voluto abbracciarti .”

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