Mio Marito.

Tornerò a parlare di mio fratello, delle mie sorelle più avanti, perchè voglio parlarvi di mio marito. Nonostante fossi ancora in cura dalla psicologa, e il percorso vi assicuro non è stato semplice, e grazie all’affetto dei pochi amici che si possono contare sulle dita di una mano, nell’Associazione di volontariato della quale faccio parte dal 1994, conobbi Giuseppe. L’Associazione si chiama Progetto 80 di genova Sampierdarena la quale si occupa di trasporti per persone Diversamente abili, accompagnandoli, alle varie visite mediche e negli anni a venire anche a uscite serali, perchè questi ragazzi potessero interagire anche con il mondo esterno, e c’erano molti più volontari di oggi, ragazzi giovani che capivano, o cercavano di capire il mondo della disabilità, difatti si andava all’interno delle scuole, per spiegare far comprendere che il diversamente abile, non era poi diverso dagli altri. A fondare L’associazione fu Alba Ciampi, Donna straordinaria disabile anche lei, che io ricordai sul palco, del Teatro Modena di Genova Sampierdarena, quando fui Presidente dell’Associazione per un anno e per il 30° dalla nascita della fondazione, nessuno probabilmente si aspettava che la ricordassi, ma trovai giusto farlo, e cosi quando chiesi di fare un applauso, non per me, ma per Alba mi si riempi il cuore. Come dicevo, sia agli inizi dei primi anni 80, e nel 1994 quando entrai io, c’erano molti volontari giovani, si facevano molte piu’ gite e pizzate, serate di cinema e teatro, e tante tante altre cose, poi tanti giovani se ne sono andati, hanno deciso di prendere altre strade, e mi allontai anche io . Però il destino ci rimise il becco, ritrovandomi catapultata all’interno dell’ Associazione…… il resto della storia ve lo racconterò in seguito. Era il natale 2007, quando ricevetti una lettera, di Giuseppe nel quale mi mando gli auguri, e si presento dicendomi che mi aveva vista e voleva conoscermi mi lascio il suo numero telefonico nel quale sperava probabilmente che lo chiamassi. Lessi la lettera, anche se pensavo che Giuseppe, fosse uno dei tanti volontari, che magari aveva mandato gli auguri di natale anche ad altri, quindi richiusi la lettera e la misi dentro un cassetto. Arriviamo al 1 Gennaio 2008, quando come ogni anno l’Associazione porta noi prima ai baracconi e poi in sede per una pizza. Finalmente ero riuscita a capire chi fosse Giuseppe, e per tutto il pomeriggio volle stare con me. Posso dirvi che inizialmente non mi disse nulla, anche perchè come ho detto più volte, avevo vissuto parecchie delusioni, però Giuseppe era molto simpatico, cosi parlammo sempre e quando arrivammo in sede eravamo seduti uno di fronte all’altra, e ricordo uno sguardo da entrambi. Parlai tanto a Giuseppe raccontando le mie fragilità, e tutte le mie paure, nel buttarmi dentro un’altra storia, però lui non si arrese, e in punta di piedi è riuscito a far breccia piano piano nel mio cuore. Mi faceva ridere e per me in quei momenti voleva dire tutto, Tutto mi sembrava diverso, un mondo nuovo, nel quale stavo rinascendo Qualche anno fa’ avrei voluto portare su un palco la mia storia personale, cioè avrei voluto che un regista, la raccontasse, e questo regista c’era, ma lui del quale non faro’ il nome disse che la mia storia non piaceva. Non volevo diventare famosa ma’ avrei voluto lasciare un messaggio a tutte quelle persone che ancora oggi vedono la disabilità come un tabu , o dire a tutte quelle persone che sono come me, ma’ che non hanno avuto la possibilita’ di sposarsi, che tutto se lo si vuole realmente può diventare realta’. Non solo questo naturalmente, ma anche la mia passione per il Giornalismo, avrei voluto che la gente sapesse, che se anche la vita, inizialmente, non mi abbia dato tanto, alla fine sono riuscita a riscattarmi. Lo capisco, non si può piacere a tutti ed evidentemente a questo regista non piacevo io più che la mia storia, ma e uguale, io ho imparato ad ascoltare , gli altri evidentemente non lo sanno fare e si sentono troppo in alto, troppo loro, troppo tutto. Questo non lo dico perché mi sia offesa, anzi ma bisogna imparare ad ascoltare, poi certo i no aiutano a crescere. Ecco perché oggi scrivo mi aiuta a raccontarmi, a capirmi ogni giorno, perche’ ogni giorno imparo se mpre più a comprendere me’ stessa. Non so’ se la mia storia vi piacerà, e c’e’ ancora molto da raccontare non solo questo, soffermatevi però per un attimo chiudendo gli occhi, a tutto ciò che voi persone normali, avete, e vi lamentate, non guardate magari, mai un tramonto, non vi emozionate davanti al sorriso di un bambino davanti ad una rosa, che vi viene donata con tanto amore, dalla persona che vi ama, ecco chiudete i vostri occhi e imparate ad ascoltarvi. Mio marito e’ il mio primo fans, e anche lui mi dice sempre, fa’ cio che ti piace fare guarda avanti ci sono io accanto a te, e tutte quelle persone che ti vogliono bene, ci vogliono bene sono con noi, e non siamo soli.

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