Buonasera a tutti, mi chiamo Katia Piccarreta, molti di voi mi conoscono e sono qui per raccontarmi . Ho 50 anni, e sono diversamente abile dalla nascita. Nella vita non ho avuto molto ma’ oggi posso dirvi di essere serena. Dal 12 settembre 2009 sono sposata con il mio Giuseppe, un uomo straordinario che ha saputo guardare oltre la mia disabilita’.Non è stato facile inizialmente per lui, starmi dietro, perché dopo tante delusioni, avevo paura di una ennesima delusione, ma, naturalmente lui, non si e’ arreso e piano piano, entrando in punta di piedi mi ha conquistata. Quando eravamo fidanzati, mi faceva ridere spesso quello che io ho sempre cercato in un uomo, oggi un po’ meno per i tanti problemi, la vita che ci mette di fronte alle varie problematiche , quello che noi facciamo sempre e camminare passo passo uno di fianco all’altra senza arrenderci mai. Lui lavora all’Ospedale San Martino, di Genova come tecnico di laboratorio, ed io lo aspetto a casa ogni sera , insieme al nostro Toy, il nostro pelosetto a 4 zampe, con un muso da furbetto che in ogni istante della nostra vita ci regala tanta gioia. Penso sempre, che se le persone fossero come i cani, e come tutti gli animali, il mondo probabilmente sarebbe migliore. Non vi parlo del lavoro di mio marito, perche’ so’ per certo che lui non vorrebbe ma’ vi parlo del nostro Toy, che ormai e’ diventato geloso di Giuseppe, perche’ mi vorrebbe tutta per se’ anche se poi cerca pure lui appena rientra con la macchina, lo sente da’ giu’ e comincia a scodinzolare, andando alla porta, con il suo osso in bocca e appena sente che infila le chiavi dentro la toppa, comincia a fare il diavolo a 4 .E il suo papi che gli compra la pappa, lo fa’ giocare e lo porta a spasso, Noi siamo una famiglia e per me, ma’ solo per me, ho la famiglia piu’ bella del mondo. Adesso invece voglio raccontarvi quello che avrei voluto fare nella mia vita, se mi avessero dato l’opportunita’ di lavorare. Per molti anni, ho fatto borsa lavoro, prima in una pubblica assistenza, e poi per quasi 10 anni in una scuola elementare. Non ho mai rinnegato tutto questo, sono state tutte esperienze che mi hanno fatta crescere, e avevo scelto di lavorare, in una scuola elementare per poter stare a contatto con i bambini, la mia mansione era quella di centralinista, e nella realtà dei fatti io li vedevo soltanto a ricreazione quando uscivano dalle aule, ma’ a me bastava, mi sentivo il cuore vivo, passavano sorridevano salutavano e qualche volta si sedevano accanto a me’ e parlavamo un po’. Era bello ogni mattina mi alzavo piena di energia, e sinceramente , più che per la mansione di centralinista io aspettavo quel momento per vedere loro, i piccoli cuccioli d’uomo che con un sorriso, una parola sapevano far cadere le mie barriere. Pago il conto al mio destino. Ho 5 nipoti che amo , darei la mia vita per loro, si e’ vero quando erano piccoli non ho mostrato loro molto il mio affetto, stavo male e per capire me’ stessa ho dovuto fare un lungo percorso con una psicologa che con me è stata più che una mamma ha saputo ascoltarmi, leggere dentro al mio cuore, e non mi ha mai giudicata. Ma i miei nipoti li amo, nonostante oggi siano grandi e vadano avanti per la loro strada per me, rimangono sempre bambini.
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